Immagine cuore con Firenzecard

5 must-see sights with Firenzecard in February

Vie, 01/23/2026 - 14:15

Febbraio è il mese dell’amore e non c’è modo migliore per celebrarlo che trascorrere qualche giorno nella culla del Rinascimento.
Firenze è una città che saprà regalarvi emozioni infinite, “squarci” romantici e momenti indimenticabili all’insegna dell’arte e della cultura. In ogni museo potrete trovare opere e occasioni che vi parlano d’amore a 360°, dell’amore in tutte le sue forme.

Noi abbiamo pensato di suggervi un itinerario da condividere con le vostre persone speciali:

1. Giardino di Villa Bardini
Il Giardino Bardini può essere considerato a tutti gli effetti il regno degli innamorati, per cui una passeggiata al suo interno è una tappa imprescindibile. 
Il Giardino si estende intorno all'omonima villa, sulle colline meridionali della città, vicino al Forte di Belvedere e non lontano dal Piazzale Michelangelo. 
La parte più scenografica e romantica del giardino è la lunga scala barocca che raggiunge la cima della collina, da cui si ammira uno dei più suggestivi panorami di Firenze. 
Il Giardino racconta sette secoli di storia fiorentina e del giardinaggio, di introduzioni botaniche, di moda e mutamenti, e comprende tre realtà diverse per epoca e stili: il giardino all’italiana, con la magnifica scalinata barocca; il bosco all’inglese che, con i suoi elementi esotici, rappresenta un raro esempio di giardino anglo-cinese; il parco agricolo in cui ha trovato posto un nuovo frutteto e lo splendido pergolato di glicini. 
Ad oggi sono qui presenti inoltre circa duecento pezzi di scultura, tredici fontane, tre grotte e un patrimonio botanico composto in gran parte da alberature secolari come lecci e filliree, olivi e numerose collezioni di piante quali ortensie, rose, camelie, azalee e lo splendido pergolato del glicine.

2. Torre di Arnolfo 
Il nostro itinerario non  può non avere come must-have la Torre di Arnolfo o Torre di Palazzo Vecchio, che domina fiera piazza della Signoria. Accompagnata dal merlato Camminamento di Ronda, con i suoi 95 metri di altezza, la Torre svetta sulla città, costituendo uno dei suoi inconfondibili simboli e punti di riferimento. Percorrendo la scala in pietra composta da 223 scalini, la fatica della salita  viene ripagata dalla meravigliosa vista a 360° sulla città. Un monumento ricco di storia, costruita all’inizio del XIV secolo, forse su progetto di Arnolfo di Cambio, la Torre è “famosa” anche per la presenza della cella dell’Alberghetto, luogo di prigionia prima di Cosimo de’ Medici nel 1433, e poi di Girolamo Savonarola, alla vigilia della sua esecuzione nel 1498. Sulla facciata l’orologio, che fu il primo orologio pubblico, nonché primo orologio meccanico di Firenze. Fu costruito nel 1353 da Niccolò Bernardo che possedeva un negozio in via Albertinelli, da allora rinominata via dell’Oriuolo, che in antico dialetto Fiorentino significa orologio.  In cima alla Torre un leone rampante, il Marzocco, simbolo del potere di Firenze.

3. Basilica di Santa Croce
Terza tappa del nostro itinerario è la basilica francescana di Santa Croce per la storia d'amore tra Vittorio Alfieri e la Contessa Luisa Stolberg, Contessa d'Albany già sposata con Carlo Stuart d’Inghilterra. Fu proprio qui, all’interno della basilica, che scoppiò la scintilla tra i due amanti e qui ancora oggi riposano insieme. Per Vittorio Alfieri Luisa fu la sua musa ispiratrice e di lei scrisse «La mia unica donna, la vita della mia vita, la dolce metà di me stesso». Fu una storia d’amore intensa e passionale, nata nel 1777 e durata fino alla morte del poeta nel 1803, fonte di ispirazione letteraria. Alfieri e Luisa non si sposarono mai, ma vissero insieme a Firenze, dando vita ad un importante salotto letterario e sfidando le convenzioni sociali dell’epoca.
E, alla morte di Alfieri, avvenuta nel 1803, fu Luisa, sua ultima compagna, a commissionare ad Antonio Canova un sepolcro monumentale per la somma di diecimila scudi. Canova elaborò un primo progetto realizzando il gesso di un bassorilievo con l’Italia piangente davanti al busto di Alfieri, ma la Contessa con il consiglio del pittore François Xavier Fabre espresse il desiderio di un monumento di maggior impatto visivo che comprendesse almeno una statua a tutto tondo. Fu così che Canova ideò un sepolcro di grande monumentalità, con la figura maestosa dell’Italia piangente davanti al sarcofago, che al centro presenta un medaglione con il busto di Alfieri di profilo; una cornucopia giace davanti alla cassa, le maschere ai lati alludono alle arti tragiche, le corone d’alloro e la lira alla poesia. E in Santa Croce riposerà anche lei vent'anni dopo, a simboleggiare un amore eterno e un legame indissolubile.

4. Museo Casa di Dante
L’amore pervade tutte le opere di Dante, raggiungendo il trionfo nella Divina Commedia, dove il Sommo Poeta celebra la figura della donna come capace di salvare l’uomo dalla perdizione eterna, ribaltando così la concezione medievale della donna come simbolo di perdizione e tentatrice. Dante sottolineò con forza il carattere spirituale dell’amore: Beatrice è colei che salva il Poeta, l’amore assume un aspetto trascendente, il sentimento si eleva al di sopra della semplice passione. Al Museo Casa di Dante potrete ripercorrere le tappe della vita e della carriera letteraria e politica del Sommo Poeta.

5. Museo di Palazzo Davanzati
Al tema amoroso sono dedicati alcuni dei pannelli e delle opere qui conservati. In particolare il “Trionfo dell'amore”, pannello dipinto dedicato al poemetto incompiuto del Petrarca e alla sua visione sognante dell’amore, realizzato tra il 1440 e il 1460 circa da Guidi Giovanni Di Ser Giovanni detto Scheggia; e le “Storie di Andromeda e Perseo”, dipinte dal Maestro di Serumido, attivo a Firenze tra il 1500 e il 1530 e e tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, in cui possiamo ammirare anche  la scena raffigurante Perseo che libera Andromeda dal mostro che la teneva prigioniera. Le “Storie di Andromeda e Perseo”, databili tra il 1515 e il 1520, erano appartenute un tempo al cardinale Carlo de' Medici, fratello del granduca Cosimo II, ed erano destinate probabilmente alla decorazione di un ambiente domestico in occasione di un matrimonio, come suggerisce il tema tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. In particolare la scena raffigurante Perseo che libera Andromeda dal mostro che la teneva prigioniera ha un precedente iconografico nel dipinto realizzato da Piero di Cosimo, oggi conservato alla Gallerie degli Uffizi e commissionato in occasione delle nozze di Filippo Strozzi e Clarice de' Medici.